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Allarme Pellet radioattivo. Ecco che fare

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Il pellet è utilizzato come combustibile per stufe di ultima generazione. Esso è ricavato dalla segatura essicata e poi compressa in forma di piccoli cilindri di mochi millimetri.
Pochi giorni fa la Procura di Aosta ha disposto il sequestro di diverse tonnellate di pellet, dopo che alcune confezioni erano risultate contaminate dall’isotopo radioattivo Cesio 137.
La Questura di Aosta ha reso noto che “i pellets contaminati non sono pericolosi per la salute dell’uomo quando sono inerti, mentre lo possono essere i fumi prodotti dalla loro combustione, così come le ceneri”.

All’uopo, la Protezione civile consiglia a tutta la popolazione in possesso del combustibile della marca indicata di contattare i numeri telefonici 115 dei Vigili del fuoco e 113 della Questura per il corretto smaltimento del combustibile.
In particolare la Prefettura di Trieste ha fatto sapere “che il materiale che è risultato contaminato è esclusivamente il Pellets di marca NATURKRAFT PREMIUM proveniente dalla Lituania prodotto dalla UAB GRANUL INVEST e commercializzato dalla ditta EMMELLE ECO DIVISION.
Il materiale in questione non costituisce alcun pericolo in condizioni normali. Possono, invece, risultare dannose le ceneri prodotte dalla combustione.
Pertanto chiunque abbia in casa Pellets di questa marca è invitato a non utilizzarlo come combustibile e a riportarlo al rivenditore presso cui lo ha acquistato, in alternativa a contattare i Vigili del fuoco per ottenere indicazioni sulle procedure da attivare per far controllare il materiale.
Si ribadisce che il prodotto sequestrato e risultato contaminato è il pellets “Naturkraft Premium 6 mm”. Alcuni pellets dal nome simile “Pellet Natukraft” o “Pellettkraft” sono stati venduti presso il centro “Castorama” di Muggia.
Le prime analisi effettuate dai Vigili del fuoco su questi prodotti commercializzati da Castorama, confezionati in sacchi da 15 kg., hanno confermato che non vi è alcun pericolo di irraggiamento. I campioni saranno consegnati all’ARPA , l’agenzia regionale di protezione ambientale, che procederà ad analisi più approfondite dei campioni raccolti.
In ogni caso Castorama si è resa disponibile a ritirare i sacchi di pellets venduti e a trattenerli nei suoi magazzini fino a che non siano ultimate tutte le procedure di accertamento.
Sulla vicenda indaga la Questura di Trieste, in collaborazione con i Vigili del Fuoco e l’Arpa”.
Emiliana Matrone

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