Violazione dei principi di correttezza e buona fede.

L’inadempimento deve essere valutato anche in relazione alla sussistenza dell’elemento soggettivo, che consiste nella volontà del debitore di sottrarsi ingiustamente alla prestazione dovuta. Perché tale volontà manchi, rendendo l’inadempimento non imputabile al debitore, è necessario che questi abbia usato la diligenza del buon padre di famiglia (art. 1176 c.c.) senza essere sufficiente la buona fede…

toga avvocato

La diffida ad adempiere.

Ai sensi dell’art. 1454 c.c.., la diffida ad adempiere ha lo scopo di fissare con chiarezza la posizione delle parti nell’esecuzione del contratto, mettendo sull’avviso l’inadempiente che l’altra parte non è disposta a tollerare un ulteriore ritardo e che ha già scelto la via della risoluzione per il caso di inutile decorso del termine fissato.…

Cassazione

Risarcimento del danno non patrimoniale e omissione di atti d’ufficio quando il fisco commette un errore

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9445 dell’11 giugno 2012, ha stabilito il principio secondo cui il contribuente ha diritto al risarcimento del danno non patrimoniale nel caso in cui il Concessionario per la riscossione dei tributi non abbia preso atto dell’intervenuta estinzione del debito, integrando tale condotta in astratto reato di omissione di atti…

lavoro

I “gravi difetti” di costruzione ex art. 1669 c.c.

La giurisprudenza di legittimità ormai da molti anni ha superato la tesi dell’equiparabilita alla “rovina” o “pericolo di rovina” dei “gravi difetti” di costruzione che danno luogo alla garanzia prevista dall’art. 1669 c.c., per approdare alla diversa tesi secondo cui quei difetti non si identificano con i fenomeni che influiscono sulla staticità, durata e conservazione…