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La multa è nulla per la mancanza di preventiva informazione agli automobilisti della presenza dell’autovelox.

ordinanza-ingiunzioneIl ricorrente proponeva opposizione al Giudice di Pace di Sant’Anastasia avverso il verbale di contestazione che gli era stato notificato per la violazione dell’art. 142/9 bis C.d.S..
Tale infrazione veniva rilevata sulla strada SS268 del Vesuvio in località Somma Vesuviana Km 7+150 Est al Km 7,150 nel territorio del Comune di Somma Vesuviana (NA) con l’apparecchiatura di misura Autovelox Sodi Foto marca Sodi Scentifica modello 105/SE.
Per la violazione contestata venivano irrogate le seguenti sanzioni: € 1.104,00 (più € 15,23 per spese di accertamento e notifica), decurtazione di 10 punti sulla patente di guida e sospensione della patente da sei mesi ad un anno, con obbligo di comunicazione dei dati del conducente entro 60 gg dall’esito del presente ricorso.

Abbebitabilità della separazione e risarcimento danni ex art. 2043 cc

palazzodigiustiziaIn tema di separazione personale dei coniugi, la Sentenza n. 2643/2016 del 24.10.2016 pronunciata dal Tribunale di Torre Annunziata, nelle persone dei Magistrati dott. Francesco Coppola, dott.ssa Luisa Zicari e dott.ssa Gabriella Ferrara, risulta particolarmente significativa perché affronta due problematiche piuttosto spinose e cioè l’addebitabilità della separazione ed il risarcimento dei danni derivanti al coniuge dal comportamento contrario ai doveri del matrimonio posto in essere dall’altro coniuge.
Orbene, in tema di addebitabilità della separazione personale dei coniugi, il Tribunale di Torre Annunziata soggiunge che “Ai fini della pronunzia dell’addebito, non può ritenersi di per sé sufficiente l’accertamento della sussistenza di condotte contrarie ai doveri nascenti dal matrimonio”.
In proposito, il Collegio chiarisce che “Per poter addebitare ad uno dei coniugi la responsabilità della separazione occorre, invece, accertare la sussistenza di un nesso di causalità tra i comportamenti costituenti violazione dei doveri coniugali accertati a carico di uno o entrambi i coniugi e l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza”.
Occorre, dunque, che il materiale probatorio acquisito consenta di verificare se la violazione accertata a carico di un coniuge sia stata la causa unica o prevalente della separazione, ovvero se preesistesse una diversa situazione di intollerabilità della convivenza.

RIFORMA DEL PROCESSO CANONICO SULLA NULLITÁ MATRIMONIALE (a cura di Giuseppe Matrone)

img_1713_180_01Le Lettere apostoliche in forma di Motu proprio “Mitis Iudex Dominus Iesus e Mitis et misericors Iesus" del 15 agosto 2015 hanno ad oggetto la riforma del processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio.
Tale riforma nasce in risposta al problema consistente nel ritardo con cui solitamente veniva definito il giudizio, a scapito dei fedeli, che si vedevano costretti ad una lunga attesa per la definizione del proprio stato di vita, nonché in risposta alla necessità sollevata in ambito ecclesiastico di rendere più accessibili ed agili le procedure per il riconoscimento dei casi di nullità.
In tale ottica, Papa Francesco ha voluto condividere coi Vescovi diocesani il compito di tutelare l’unità e la disciplina del matrimonio. Altresì, la riforma intende raggiungere una celerità dei procedimenti che possa assicurare pienamente l’esigenza di ottenere una risposta in tempi ragionevoli alle istanze di giustizia. Infine, per esprimere la maternità stessa della Chiesa, si è voluto assicurare per quanto possibile la gratuità del processo.

La procedura nota come “indennizzo o risarcimento diretto”, introdotta dal D.Lgs. 209/2005 e ss mm (cd. Codice delle Assicurazioni private).

sinistroL’art. 149 CdA prevede che in caso di incidente con urto tra due veicoli a motore, entrambi immatricolati in Italia, identificati e regolarmente assicurati, il risarcimento possa essere richiesto direttamente alla propria compagnia assicurativa.
La propria assicurazione, quindi, provvede ad anticipare il risarcimento del danno per conto dell’impresa assicuratrice di controparte, salvo poi ottenere da quest’ultima il conguaglio secondo la cd. CARD (Convenzione tra Assicurazioni per il Risarcimento Diretto).
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 180 del 2009, ha chiarito che la procedura del risarcimento diretto è facoltativa, nel senso che il danneggiato può scegliere di sua sponte se richiedere il risarcimento alla propria compagnia oppure al risarcimento civile e all’assicurazione di quest’ultimo.

L'offesa alla dignità e alla reputazione del coniuge va risarcita ex art. 2043 cc.

divorzio1_180Il Tribunale di Torre Annunziata, nelle persone dei seguenti magistrati: Presidente relatore dott. Francesco Coppola, Giudice dott.ssa Luisa Zicari, Giudice dott.ssa Gabriella Ferrara, con la Sentenza n. 2643 del 23.10.2016, pubblicata il 24.10.2016, nel pronunciare la separazione giudiziale dei coniugi, afferma che la moglie deve essere condannata, ex art. 2043 cc, anche al risarcimento dei danni non patrimoniali subiti dal marito per l’offesa alla dignità ed onore derivante dalla infedeltà del coniuge e dalle affermazioni lesive della sua dignità e reputazione.

Addebitabilità della separazione all'altro coniuge

separazione_coniugaleIl Tribunale di Torre Annunziata, nelle persone dei seguenti magistrati: Presidente relatore dott. Francesco Coppola, Giudice dott.ssa Luisa Zicari, Giudice dott.ssa Gabriella Ferrara, con la Sentenza n. 2643 del 23.10.2016, pubblicata il 24.10.2016, stabilisce che, ai fini della pronunzia dell’addebito, non può ritenersi di per sé sufficiente l’accertamento della sussistenza di condotte contrarie ai doveri nascenti dal matrimonio.
Per poter addebitare ad uno dei coniugi la responsabilità della separazione occorre, invece, accertare la sussistenza di un nesso di causalità tra i comportamenti costituenti violazione dei doveri coniugali accertati a carico di uno o entrambi i coniugi e l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza.

Quando va dichiarata la separazione giudiziale dei coniugi?

separazioni_coniugali_180Il Tribunale di Torre Annunziata, nelle persone dei seguenti magistrati: Presidente relatore dott. Francesco Coppola, Giudice dott.ssa Luisa Zicari, Giudice dott.ssa Gabriella Ferrara, con la Sentenza n. 2643 del 23.10.2016, pubblicata il 24.10.2016, investito della domanda di separazione con dichiarazione di addebito (essa comprende quella di separazione per mera intollerabilità della convivenza, cfr. in proposito Cass. civ., 364/1983, 14840/2006), ritiene che debba essere dichiarata la separazione giudiziale dei coniugi, risultando incontrovertibilmente provato il venir meno di quei presupposti di intenti comuni e sentimenti su cui si fonda il rapporto coniugale e, nel contempo, una crisi dello stesso di tale gravità da escludere la verosimile possibilità della ricostruzione di una serena vita coniugale.

Il diritto di abitazione riservato al coniuge superstite (a cura di Giuseppe Matrone)

codice_civile1_180Ai sensi dell'art. 540, co 2, cc, al coniuge superstite è riservato il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, in aggiunta alla quota che gli è riconosciuta sul patrimonio del de cuius.
Il presupposto perchè sorgano a favore del coniuge superstite tali diritti è che la suddetta casa e il relativo arredamento siano di proprietà del de cuius o in comunione tra lui e il coniuge, con la conseguenza che deve negarsi la configurabilità dei descritti diritti nell'ipotesi in cui la casa familiare sia in comunione tra il coniuge defunto e un terzo.
La ratio della norma è quella di evitare che gli altri eredi possano estromettere il coniuge sopravvivente dalla casa che era adibita a residenza familiare.

Obbligazione di mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio e di risarcibilità del danno da deprivazione genitoriale

giustiziaIl Tribunale di Nocera Inferiore, in persona del Giudice Monocratico Cons. Dott. Emanuela Musi, con la Sentenza n. 09 del 04.01.2016, affronta — con rara sensibilità e profonda competenza giuridica — il tema delicato e complesso dell’obbligazione di mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio nonché quello della risarcibilità del danno da deprivazione genitoriale.
Orbene, il Tribunale di Nocera Inferiore, con riguardo alla prima delle riferite problematiche,  osserva che “l’obbligazione di mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio, essendo collegata allo status genitoriale, sorge con la nascita e per il solo fatto di averli generati persistendo fino al momento del conseguimento della loro indipendenza economica, con la conseguenza che nell’ipotesi in cui, al momento della nascita, il figlio sia stato riconosciuto da uno solo dei genitori, il quale abbia assunto l’onere esclusivo del mantenimento anche per la parte dell’altro genitore, egli ha diritto di regresso nei confronti dell’altro per la corrispondente quota, sulla base delle regole dettate dagli artt. 148 e 261 c.c., (v. oggi l’art. 316 bis c.c., introdotto dal D.Lgs. 28 dicembre 2013, n. 154) da interpretarsi alla luce del regime delle obbligazioni solidali stabilito nell’art. 1299 c.c.”.

I metodi di determinazione degli spazi marini (a cura di Giuseppe Matrone)

legge1Per poter individuare l’estensione delle zone marittime si ricorre al sistema delle “linee di base” (cd. linee di base normali, o normal baselines), trattasi, infatti, di confini convenzionali che vengono tracciati lungo le coste degli Stati costieri per determinare la superficie delle acque interne ed il punto di partenza da cui misurare l’ampiezza delle zone marittime stesse.
La UNCLOS, all’articolo 5, stabilisce che la linea di base normale si identifica con la linea di bassa marea e deve seguire l’andamento della costa per tutta la sua lunghezza.

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