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La procedura nota come “indennizzo o risarcimento diretto”, introdotta dal D.Lgs. 209/2005 e ss mm (cd. Codice delle Assicurazioni private).

sinistroL’art. 149 CdA prevede che in caso di incidente con urto tra due veicoli a motore, entrambi immatricolati in Italia, identificati e regolarmente assicurati, il risarcimento possa essere richiesto direttamente alla propria compagnia assicurativa.
La propria assicurazione, quindi, provvede ad anticipare il risarcimento del danno per conto dell’impresa assicuratrice di controparte, salvo poi ottenere da quest’ultima il conguaglio secondo la cd. CARD (Convenzione tra Assicurazioni per il Risarcimento Diretto).
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 180 del 2009, ha chiarito che la procedura del risarcimento diretto è facoltativa, nel senso che il danneggiato può scegliere di sua sponte se richiedere il risarcimento alla propria compagnia oppure al risarcimento civile e all’assicurazione di quest’ultimo.

L'offesa alla dignità e alla reputazione del coniuge va risarcita ex art. 2043 cc.

divorzio1_180Il Tribunale di Torre Annunziata, nelle persone dei seguenti magistrati: Presidente relatore dott. Francesco Coppola, Giudice dott.ssa Luisa Zicari, Giudice dott.ssa Gabriella Ferrara, con la Sentenza n. 2643 del 23.10.2016, pubblicata il 24.10.2016, nel pronunciare la separazione giudiziale dei coniugi, afferma che la moglie deve essere condannata, ex art. 2043 cc, anche al risarcimento dei danni non patrimoniali subiti dal marito per l’offesa alla dignità ed onore derivante dalla infedeltà del coniuge e dalle affermazioni lesive della sua dignità e reputazione.

Addebitabilità della separazione all'altro coniuge

separazione_coniugaleIl Tribunale di Torre Annunziata, nelle persone dei seguenti magistrati: Presidente relatore dott. Francesco Coppola, Giudice dott.ssa Luisa Zicari, Giudice dott.ssa Gabriella Ferrara, con la Sentenza n. 2643 del 23.10.2016, pubblicata il 24.10.2016, stabilisce che, ai fini della pronunzia dell’addebito, non può ritenersi di per sé sufficiente l’accertamento della sussistenza di condotte contrarie ai doveri nascenti dal matrimonio.
Per poter addebitare ad uno dei coniugi la responsabilità della separazione occorre, invece, accertare la sussistenza di un nesso di causalità tra i comportamenti costituenti violazione dei doveri coniugali accertati a carico di uno o entrambi i coniugi e l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza.

Quando va dichiarata la separazione giudiziale dei coniugi?

separazioni_coniugali_180Il Tribunale di Torre Annunziata, nelle persone dei seguenti magistrati: Presidente relatore dott. Francesco Coppola, Giudice dott.ssa Luisa Zicari, Giudice dott.ssa Gabriella Ferrara, con la Sentenza n. 2643 del 23.10.2016, pubblicata il 24.10.2016, investito della domanda di separazione con dichiarazione di addebito (essa comprende quella di separazione per mera intollerabilità della convivenza, cfr. in proposito Cass. civ., 364/1983, 14840/2006), ritiene che debba essere dichiarata la separazione giudiziale dei coniugi, risultando incontrovertibilmente provato il venir meno di quei presupposti di intenti comuni e sentimenti su cui si fonda il rapporto coniugale e, nel contempo, una crisi dello stesso di tale gravità da escludere la verosimile possibilità della ricostruzione di una serena vita coniugale.

Il diritto di abitazione riservato al coniuge superstite (a cura di Giuseppe Matrone)

codice_civile1_180Ai sensi dell'art. 540, co 2, cc, al coniuge superstite è riservato il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, in aggiunta alla quota che gli è riconosciuta sul patrimonio del de cuius.
Il presupposto perchè sorgano a favore del coniuge superstite tali diritti è che la suddetta casa e il relativo arredamento siano di proprietà del de cuius o in comunione tra lui e il coniuge, con la conseguenza che deve negarsi la configurabilità dei descritti diritti nell'ipotesi in cui la casa familiare sia in comunione tra il coniuge defunto e un terzo.
La ratio della norma è quella di evitare che gli altri eredi possano estromettere il coniuge sopravvivente dalla casa che era adibita a residenza familiare.

Obbligazione di mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio e di risarcibilità del danno da deprivazione genitoriale

giustiziaIl Tribunale di Nocera Inferiore, in persona del Giudice Monocratico Cons. Dott. Emanuela Musi, con la Sentenza n. 09 del 04.01.2016, affronta — con rara sensibilità e profonda competenza giuridica — il tema delicato e complesso dell’obbligazione di mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio nonché quello della risarcibilità del danno da deprivazione genitoriale.
Orbene, il Tribunale di Nocera Inferiore, con riguardo alla prima delle riferite problematiche,  osserva che “l’obbligazione di mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio, essendo collegata allo status genitoriale, sorge con la nascita e per il solo fatto di averli generati persistendo fino al momento del conseguimento della loro indipendenza economica, con la conseguenza che nell’ipotesi in cui, al momento della nascita, il figlio sia stato riconosciuto da uno solo dei genitori, il quale abbia assunto l’onere esclusivo del mantenimento anche per la parte dell’altro genitore, egli ha diritto di regresso nei confronti dell’altro per la corrispondente quota, sulla base delle regole dettate dagli artt. 148 e 261 c.c., (v. oggi l’art. 316 bis c.c., introdotto dal D.Lgs. 28 dicembre 2013, n. 154) da interpretarsi alla luce del regime delle obbligazioni solidali stabilito nell’art. 1299 c.c.”.

I metodi di determinazione degli spazi marini (a cura di Giuseppe Matrone)

legge1Per poter individuare l’estensione delle zone marittime si ricorre al sistema delle “linee di base” (cd. linee di base normali, o normal baselines), trattasi, infatti, di confini convenzionali che vengono tracciati lungo le coste degli Stati costieri per determinare la superficie delle acque interne ed il punto di partenza da cui misurare l’ampiezza delle zone marittime stesse.
La UNCLOS, all’articolo 5, stabilisce che la linea di base normale si identifica con la linea di bassa marea e deve seguire l’andamento della costa per tutta la sua lunghezza.

Sull’assegnazione della casa coniugale in assenza di figli minori e sulla risarcibilità del danno da infedeltà coniugale

In materia di separazione giudiziale dei coniugi, suscita grande interesse la Sentenza del 19 gennaio 2015, n. 347, pronunciata dal Tribunale di Torre Annunziata, riunito in camera di consiglio nelle persone dei seguenti magistrati: il Presidente Dott. Stefano Chiappetta, il Giudice relatore Dott. Francesco Coppola ed il Giudice Dott.ssa Luisa Zicari.
Invero, con la suddetta sentenza, il Collegio territoriale affronta questioni di grande problematicità, quali l’addebitabilità della separazione, l’assegnazione della casa coniugale in assenza di figli minorenni ed, in particolare la risarcibilità del danno da infedeltà coniugale, fornendo per ciascuna questione soluzioni di singolare rilievo giuridico.

Responsabilità dell’autostrada ex art. 2051 cc

codice_civile_180Il Giudice di Pace di Nocera Inferiore, nella persona del Dr. Celestino  Marcia, con la Sentenza n. 3032 del 06.06.2014, in materia di responsabilità dell’autostrada, ha stabilito che “l’incidente de quo è avvenuto per colpa della società Autostrade [… ] in quanto proprietaria e responsabile della custodia della rete autostradale poiché l’auto dell’attrice veniva in collisione con una lamiera lasciata sulla sede autostradale. A seguito dell’urto l’auto … riportava danni alla parte frontale. […] Si è, pertanto, in presenza di insidia poiché trattasi nel caso di specie di una circostanza di fatto caratterizzata dal doppio e concorrente requisito della non visibilità oggettiva del pericolo e della non prevedibilità subiettiva del pericolo stesso costituita dall’impossibilità di avvistare in tempo il pericolo medesimo per evitarlo con l’uso della normale diligenza e prudenza”.
In particolare, il Giudice di Pace, con la predetta pronuncia, ha ribadito che “la società convenuta doveva fornire la prova liberatoria di cui all’art. 2051 cc. Infatti, in ordine al caso di specie alla luce dell’indirizzo della S.C. può applicarsi la previsione dell’art. 2051 cc anche per la responsabilità della Società tenuta alla custodia del bene (Cass. 3651/06; Cass. 11653/04; Cass. 6515/04)”.

ISTRUZIONI PER IL RISARCIMENTO DEL DANNO DA VACANZA ROVINATA

Entro e non oltre dieci giorni lavorativi dalla data del rientro nel luogo di partenza va inviato il reclamo, mediante lettera raccomandata, con avviso di ricevimento, all’organizzatore o al venditore, ai sensi dell'art. 98 del Codice del Consumo (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206).
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